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L'antico borgo, detto Collodi Castello, appare in documenti scritti
dalla fine del XII secolo. Ha probabilmente origine, come molti altri
borghi o castelli medievali, da motivi militari che spinsero la popolazione
della valle (dove risulta l'esistenza di un più antico piccolo
insediamento chiamato Debbia) a fortificarsi sulla collina sovrastante,
detta Colle di Odo o di Odolo, nome di origine germanica. In ottima
posizione strategica, Collodi ebbe poi la sfortuna di trovarsi sulla
fascia di confine fra il territorio lucchese e quello fiorentino, e
fu quindi conteso dal 1329 al 1442. Dopo numerosi assedi e saccheggi,
divenne un avamposto fortificato della Repubblica di Lucca, con economia
basata sull'olivicoltura e sullo sfruttamento dell'acqua del Pescia
Minore (o Pescia di Collodi) attraverso numerosi mulini, frantoi, filande
di seta e cartiere.
Veramente originale è la sua struttura: ancora oggi si può
percorrere solo a piedi. E' una cascata di piccole case arrampicate
su di un colle scosceso: in alto l'antica Rocca, in basso la maestosa
Villa Garzoni. Lungo le vie strette
e lastricate le case mantengono l'impianto medievale, si incontrano
i resti delle fortificazioni e, alla sommità del paese, la Pieve
di San Bartolomeo (sec. XIII). All'interno sono conservate importanti
opere d'arte: una tavola cinquecentesca con "La vergine in trono"
da alcuni attribuita alla scuola di Raffaello, una scultura lignea della
"Vergine col Bambino" del XV secolo, una terracotta dello
stesso periodo raffigurante Santa Lucia (scuola di Matteo Civitali),
una scultura lignea di San Bartolomeo del XV secolo (scuola di Jacopo
della Quercia).
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