Pescia e la "Svizzera Pesciatina". Itinerario.


A Pescia si entra dalla settecentesca Porta Fiorentina che immette nel quinto della Pieve, nucleo antico della città un tempo delimitato da una cinta muraria ad andamento circolare. Oltrepassata di poco la Porta, merita una sosta il settecentesco Convento delle monache salesiane, la cui chiesa di S. Giuliano è un bell'esempio di architettura barocca. Dalla Pieve, oggi Cattedrale di Pescia, oltrepassata la settecentesca Chiesa di S. Maria Maddalena, importante nel panorama religioso cittadino, oltre che per il pregio architettonico per il vivissimo culto che i pesciatini tributano ad una immagine miracolosa del SS. Crocefisso, conviene voltare per via del Seminario per una sosta dinanzi al settecentesco prospetto del Convento di S. Chiara e agli imponenti fabbricati del Seminario Vescovile che includono un significativo Chiostro di età rinascimentale. Si prosegue quindi lungo via Cesare Battisti sino al settecentesco Ospedale dei SS. Cosma e Damiano e alla Chiesa di S. Antonio Abate. Via Battisti termina in piazza S. Francesco, sulla quale prospettano l'omonimo Convento, la bella Chiesa e il Teatro Pacini. La visita del centro cittadino prosegue al di là del fiume Pescia sulla cui sponda destra sorgono il Palazzo del Vicario, oggi sede del Comune e il palazzo della Cancelleria che con l'alta torre civica da un lato guarda verso il fiume e le colline e dall'altro domina Piazza Mazzini. Poco oltre il Palazzo del Vicario, una volta superata Piazza Obizzi, si incontra il suggestivo prospetto della Chiesa dei SS. Stefano e Niccolao nei cui pressi sorgono il Museo Civico C. Magnani e il Palagio con la Gipsoteca Libero Andreotti. Dalla piazza antistante il Palagio si gode la veduta del Convento di Castello edificato sulle rovine della Rocca alto-medioevale di Bareglia. Tornati in Piazza Obizzi conviene raggiungere la Madonna Piè di Piazza percorrendo la pittoresca Ruga degli Orlandi sulla quale prospettano il fianco della Chiesa della SS. Annunziata e bei palazzi rinascimentali. Lasciandosi alle spalle Piazza Mazzini conviene proseguire sino a Piazza Matteotti nei cui pressi sorge l'ex Convento di S. Michele oggi sede del Liceo Sperimentale, per proseguire poi fino a Piazza Leonardo da Vinci ove ha sede il Museo di Scienze Naturali e Archeologia. Infine, proseguendo per Via Amendola, si incontra il Mercato dei Fiori dell'architetto fiorentino Leonardo Savioli, sino ad oggi sede dell'importante Biennale del Fiore. Gli scambi dell'attivo settore florovivaistico pesciatino si tengono presso il Centro di commercializzazione dei fiori dell'Italia Centrale, degli architetti L. Savioli, D. Santi e collaboratori. Lo scenografico prospetto del quattrocentesco Convento di Colleviti domina qui la fertile pianura del fiume Pescia.
Pescia, sorgendo ai piedi delle colline al limite nord occidentale della vasta palude che un tempo interessava la pianura nord del fiume Arno, si avvantaggiò delle vie di comunicazione che la collegavano a Lucca e a Firenze nonchè del peculiare rapporto con le valli appenniniche lungo le quali si insediarono le redditizie attività legate alla lavorazione della carta. La città quindi per la sua singolare posizione geografica consente belle escursioni sia verso le colline della Svizzera Pesciatina, sia, in pianura, verso Collodi e il Parco di Pinocchio. Volendo approfondire la conoscenza dei bei paesaggi collinari della Svizzera Pesciatina conviene raggiungere Pietrabuona. Poco oltre un bivio consente di lasciare temporaneamente la valle del fiume Pescia per la Val di Torbola; di lì a poco una deviazione a sinistra sale per l'erta campagna olivata sino al borgo di Medicina da dove si domina la valle del Pescia sino al Padule di Fucecchio. Tornati in Val di Torbola, un'ulteriore deviazione a sinistra conduce, dopo due chilometri, a Fibbialla. Proseguendo, in un alternarsi di castagneti e campi olivati, ed oltrepassata la deviazione per Aramo si raggiunge San Quirico dove il paesaggio si apre improvvisamente sui crinali appenninici a settentrione e sui castelli della Svizzera Pesciatina a meridione. Si giunge poi ad un bivio che consente di salire sino a Stiappa e a Pontito o di scendere sino alla bella Pieve Romanica di Castelvecchio. Oltrepassata la Pieve si raggiunge nuovamente, scendendo sulla destra, la Valle del fiume Pescia da dove è possibile deviare per il castello di Sorana. Ripresa la via per Pietrabuona, superato il bivio per Vellano si prosegue fino a Pescia lungo un fondovalle caratterizzato da imponenti testimonianze della tradizionale produzione della carta.