Convegno, 1981-2021 – Giardini Storici

Il convegno 1981-2021. Giardini Storici. Esperienze, ricerca, prospettive a 40 anni dalle Carte di Firenze si propone di ripensare le due Carte del restauro dei giardini storici (Icomos-IFLA e italiana) stilate a Firenze nel 1981 alla luce dei profondi cambiamenti che hanno investito l’ambiente, il paesaggio, la società nel passaggio al nuovo millennio e degli esiti di un’operatività internazionale nel restauro dei giardini, che si è affinata sulla base dei criteri dettati dalle Carte. L’attenzione verrà posta, in particolare, sulle figure professionali e le scuole, sull’incidenza sulla conservazione e sull’ approccio al restauro di problematiche sempre più cogenti, nella società contemporanea, quali clima, sostenibilità, ecologia, nuove tecnologie; e sulla necessità di aggiornare le carte, cogliendo le sfide della complessità.

La conservazione dei giardini presuppone processi di valorizzazione fondamentali per la governance nel tempo dei valori materiali e immateriali dei singoli “artefatti” di natura e cultura e l’opportunità di guidare il cambiamento in relazione ai valori sociali ed educativi. Da qui, un ulteriore e consequenziale ambito di riflessione verterà sulla maniera di diffondere
la conoscenza a vari livelli (universitario, educativo, culturale, turistico …), sull’ottimizzazione della fruizione e sui processi partecipativi per la
gestione, sull’elaborazione di programmi e ateliers pedagogici per la sensibilizzazione del grande pubblico.
Il convegno è articolato nei seguenti nuclei tematici, coordinati da una Giunta esecutiva
1. Conoscenza.

Fonti dirette e indirette (documentazione d’archivio e

iconografici, cartografia); tecnologie informatiche (georeferenziazione
dati, rilievi, simulazioni…); archeologia moderna; archeobotanica,
scienze agronomiche, scienze ambientali, ingegneria idraulica (C. Acidini Luchinat, M. Mosser, A. Allimant-Verdillon).
2. Restauro.

Metodologie: criteri ed esiti; giardini scomparsi; cambiamenti climatici e sostenibilità (G. Rallo, J. T. Rojo, J.M. Sainsard).
3. Valorizzazione.

Nuove tecnologie di comunicazione; Musei dei giardini e della loro storia; musei outdoor-indoor. turismo e giardini (A. Campitelli, M.A. Giusti).
4. Gestione.

Manutenzione programmata; piani e progetti (M. Calnan, G. Galletti).
5. Le Carte del Restauro.

Principi e sviluppi (S. Caccia Gherardini, M. Luengo Añón).
6. Professionalità e Scuole.

Formazione professionalizzante e universitaria; educazione permanente, metodi e strumenti (A. Lambertini, C. Santini).

Per partecipare al convegno è necessario inviare un abstract preliminare (italiano, francese o inglese) sufficientemente esaustivo con indicazione degli scopi, metodologia e risultati.
L’abstract (max 2000 battute spazi compresi) dovrà contenere: titolo, nome dell’autore/i, struttura/ente di appartenenza, e-mail, da 3 a 5 parole chiave, e il “codice” identificativo del contributo (indicare il numero inerente il nucleo tematico – 1. Conoscenza; 2. Restauro; 3. Valorizzazione; 4. Gestione; 5. Le Carte del Restauro; 6. Professionalità e Scuole).
L’abstract dovrà essere inviato entro il 30 aprile in formato PDF cartedifirenze40@gmail.com

Il file dovrà essere nominato come segue: Cognome, iniziale nome_numero nucleo tematico (1, 2, 3…). Esempio: RossiA_2.pdf.
Entro il 7 maggio 2021 verrà comunicata a coloro che hanno presentato l’abstract l’ammissione al convegno (gli abstract verranno esaminati dagli studiosi che costituiscono il Comitato Scientifico del convegno). Agli autori dei contributi scientifici selezionati verrà richiesto successivamente di inviare il testo esteso, da sottoporre a doppia revisione. Il comitato organizzatore si riserva di chiedere agli autori di apportare le modifiche/integrazioni eventualmente suggerite dai referee.
Calendario
30 Aprile 2021
raccolta abstracts (2000 caratteri spazi inclusi)
7 Maggio 2021
comunicazione delle proposte selezionate
30 Giugno 2021
invio saggi (max 12000 caratteri spazi, note e legende incluse)
30 Luglio 2021
notifica all’autore dell’esito della revisione
6 Settembre 2021
invio saggi definitivi
Ottobre 2021
stampa atti in una rivista di classe A

Iscrizione al Convegno
Quota di iscrizione convegno: 200€
Quota ridotta per dottorandi/specializzandi: 120€
Quota ridotta soci SIRA: 180€

CALL ITA: SCARICA

 

Convegno Internazionale
Firenze, 25-26 Novembre 2021

Università di Firenze in collaborazione con
École Nationale Supérieure de
Paysage de Versailles (ENSP)

Con il patrocinio di
Ministero per i beni e le attività
culturali, Regione Toscana,
Comune di Firenze
Fondazione Nazionale C. Collodi,
Associazione Parchi e Giardini
d’Italia (APGI),

Accademia delle
Arti del Disegno, Firenze,
Fondazione Benetton

Caccia al Tesoro Botanico: edizione digitale

Al via la 24esima edizione della CACCIA AL TESORO BOTANICO GRANDI GIARDINI ITALIANI, il consueto appuntamento di Grandi Giardini Italiani per trasmettere ai bambini le primissime nozioni di botanica in maniera giocosa. L’edizione corrente vede rinnovarsi per il terzo anno consecutivo la partnership con COMPO.

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, la CACCIA AL TESORO BOTANICO GRANDI GIARDINI ITALIANI farà il suo debutto in una veste innovativa: sarà digitale e ci accompagnerà per tutto il 2021.
Se, infatti, nelle passate edizioni era la PASQUETTA il giorno deputato all’iniziazione botanica dei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, quest’anno i genitori sono invitati a seguire i più piccoli in un gioco che saprà sorprendere e mettere alla prova le conoscenze di grandi e piccini per tutto l’anno.

Partecipare è semplicissimo. Basta collegarsi all’Home Page del sito di Grandi Giardini Italiani, cliccare sul gioco e iniziare la propria avventura botanica! I bambini sono chiamati a rispondere a domande relative a 10 ALBERI (Agrifoglio, Carpino, Cedro, Frassino, Ippocastano, Olmo, Platano, Quercia, Tasso, Tiglio) e 3 TIPI DI FIORITURE (Acidofile, Rose e Tulipani). Di domanda in domanda, di albero in albero, di fiore in fiore, fino ad arrivare a conquistare il CERTIFICATO DEL PICCOLO BOTANICO, che sarà rilasciato solo ai bambini più meritevoli! Ma non c’è da preoccuparsi se non si riesce al primo tentativo: l’invito è di riprovare a giocare per mettersi di nuovo alla prova fino a conquistare l’ambito premio. Tutti i partecipanti potranno scaricare gratuitamente il manuale COMPO – IL PIACERE DEL GIARDINAGGIO per la cura e manutenzione del proprio verde privato.

clicca qui per giocare

La redazione delle domande è stata curata da ANNA ZOTTOLA, Dottore in Scienze Agrarie, che grazie alla sua lunga carriera da docente presso la scuola e il campus della FONDAZIONE MINOPRIO, ha saputo puntare l’accento sugli aspetti più curiosi delle specie botaniche coinvolte. La grafica, invece, è stata realizzata da SIMONA ZAMPA, che grazie alla sensibilità artistica che la distingue è riuscita a dare forma ai personaggi di Astolfo e dei bambini con un tratto elegante e fuori dai classici schemi.

Partner dell’iniziativa è COMPO che partecipa al progetto per sensibilizzare le famiglie e i bambini alla cura del verde, con prodotti dal facile utilizzo e rispondenti alle esigenze di fiori, piante, orti e giardini, dalla messa a dimora fino alla nutrizione e alla difesa.

L’augurio è che avvicinando le nuove generazioni al vasto e straordinariamente ricco mondo delle piante, cresca la consapevolezza in loro e nelle loro famiglie della necessità di aver cura del regno vegetale in tutte le sue espressioni, ma anche il dovere di trasmettere alle generazioni future significati e valori culturali dei GRANDI GIARDINI ITALIANI.

(comunicato stampa di Grandi Giardini Italiani)

11 marzo ultimo incontro sul Parco di Pinocchio

L’Ultima giornata del convegno internazionale dedicato al Parco di Pinocchio (Collodi – PT) è in programma giovedì 11 marzo 2021 in diretta streaming dalle 14.30 dalla sede della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, giornata moderata dal presidente della Fondazione Pier Francesco Bernacchi.

Da monumento a Collodi a Parco di Pinocchio. Cronache un’esperienza di arte ambientale in Toscana  si potrà seguire collegandosi:

 

Dopo i saluti istituzionali, sono previsti gli interventi di: Maria Adriana Giusti (Politecnico di Torino) Dal Barocco al Contemporaneo. La fiaba nei giardini di Collodi.

Seguono Silvia Martelli (Dottore Forestale) e Maria Donata Moschitta (Emmebi Edizioni Firenze) che parleranno di Strumenti di valorizzazione dei giardini storici: dalle guide cartacee alle tecnologie multimediali.

Alle 15.30 Tiziana Serena (Università degli Studi di Firenze) interviene su Collodi, Pinocchio e la fotografia. Quale indirizzi per la memoria visiva istituzionale? Poi Pier Francesco Bernacchi (Fondazione Nazionale Carlo Collodi) su Gestione e manutenzione del giardino storico di Villa Garzoni.

Ciro Degl’innocenti (Capo Settore Parchi, Verde e Agricoltura urbana, Comune di Padova) interviene su Gestione e manutenzione dei Parchi d’Arte seguito da Emanuele Begliomini (Responsabile fitosanitario Giorgio Tesi Group) che parlerà di Nuove prospettive del vivaismo per i parchi e i giardini.

Intorno alle 16.50 è previsto l’intervento di Sergio Sernissi (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato )  su La tutela istituzionale sul Parco di Pinocchio a Collodi.

Dalle 17.10 si apre la discussione durante la tavola rotonda Proposte per un concorso internazionale di arte contemporanea: omaggio a Venturino Venturi. Introducono: Pier Francesco Bernacchi (FNCC) e Lucia Fiaschi (Archivio V. Venturi) e partecipano Elvira Altiero (SABAP), Claudia M. Bucelli (Ass. P. Porcinai), Andrea Dami (Fond. G. Michelucci), Stefano Pezzato (Centro Pecci di Prato).

 

Ricordiamo che il convengo internazionale prevede  il riconoscimento dei CFP per il patrocinio di FAF-Fondazione Architetti Firenze in coordinamento con Federazione Regionale Toscana Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali e OAP-Ordine Architetti Pistoia.

 

Il convegno “Da monumento a Collodi a Parco di Pinocchio. Cronache un’esperienza di arte ambientale in Toscana” ha beneficiato del sostegno della CR – Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, della FNCC – Fondazione Nazionale Carlo Collodi ed è in collaborazione con SABAP Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Le Gallerie degli Uffizi, DIDA-Università degli Studi di Firenze.

 

Inoltre è patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Città di Pescia, con la partecipazione della Fondazione Michelucci, dell’ Associazione Pietro Porcinai ONLUS-APS e dell’Archivio Venturino Venturi.

 

 

4 MARZO: 2^ giornata convegno sul Parco di Pinocchio

La seconda delle tre giornate del convegno internazionale dal titolo “Da monumento a Collodi a Parco di Pinocchio. Cronache di un’esperienza d’arte ambientale In Toscana”  sarà trasmessa domani, 4 marzo 2021, in diretta streaming a partire dalle 14.30.

 

Si potrà vedere collegandosi al profilo Yuotube del DIDA – Scuola Architettura

https://www.youtube.com/watch?v=eJdly1EVJfI ) oppure sulla web tv dell’Università degli Studi di Firenze ( https://www.unifi.it/webtv ).

Altro link: https://www.youtube.com/watch?v=eJdly1EVJfI

Infine:

–          sulla pagina facebook del Convegno @convegno collodi

–          oppure della Pinocchio – Fondazione Nazionale Carlo Collodi: @PinocchioOfficlaPage.

A moderare il secondo incontro sarà l’architetto Claudia Maria Bucelli che dopo una breve saluto, introdurrà gli intervisti previsti per la giornata. Via, via parleranno: Anna Mazzanti (Politecnico di Milano) su Spazio-monumento e fiaba ambientale. Il parco di Collodi e la genesi dei parchi d’arte contemporanea in Toscana.

Poi  Romina Nesti (Università degli Studi di Firenze) su Giocare con e nell’arteEnrica Dall’Ara (University of Calgary, CA) Il Parco a Tema fra identità e straniamento.

Miranda Mac Phail (Collezione Gori – Fattoria di Celle) La nascita dell’Arte Ambientale alla Collezione Gori – Fattoria di CelleLuigi Latini (IUAV, Associazione Pietro Porcinai APS) Arte y naturaleza. Attualità di César Manrique per il paesaggio.

Franco Panzini (Paesaggista e storico del giardino, Presidente Associazione Pietro Porcinai APS) Sculture nel paesaggio nel Nord America. Collezioni, installazioniRaffaele Milani (Università degli Studi di Bologna) Estetica dei luoghi d’affezione.

Silvia Mantovani (Architetto e Paesaggista) Una soluzione architettonica elaborata da un artista. Il Parco di Collodi nei ricordi di Renato Baldi.

Dalle 17.10 le testimonianze Julie Ann AnzilottiFrancesco De Luigi e Lucia Fiaschi.

Dalle 17.40 aperta la discussione.

 

Il convegno ha beneficiato del sostegno della CR – Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, della FNCC – Fondazione Nazionale Carlo Collodi ed è in collaborazione con SABAP Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Le Gallerie degli Uffizi, DIDA-Università degli Studi di Firenze.

Inoltre è patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Città di Pescia, con la partecipazione della Fondazione Michelucci, dell’ Associazione Pietro Porcinai ONLUS-APS e dell’Archivio Venturino Venturi.

 

Aspetto non secondario, il fatto che seguire il convegno internazionale prevede  il riconoscimento dei CFP per il patrocinio di FAF-Fondazione Architetti Firenze in coordinamento con Federazione Regionale Toscana Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali e OAP-Ordine Architetti Pistoia.

 

Per informazioni: fondazione@pinocchio.it – convegnocollodi@gmail.com – ufficiostampa@pinocchio.it (3883757108 – Adele Tasselli)

 

Toolkit e video di Erasmus+ Pinocchio Joins the Orchestra.

Ecco il video del campus online italiano (svoltosi a fine novembre) del progetto europeo Erasmus+ Pinocchio Joins the Orchestra e il Toolkit, il documento che presenta i risultati del progetto.
VEDI IL VIDERO:
 “Pinocchio Joins the Orchestra” ha coinvolto insegnanti e studenti di musica italiani, serbi e portoghesi, promuovendo numerose esercitazioni nell’ambito della musica d’orchestra e favorendo l’incontro di culture e l’inclusione sociale attraverso sia i festival di strada sia la tecnologia digitale.
I partner del progettoUna Rete per la Musica, il capofila, e la Fondazione Nazionale Carlo Collodi (Italia), il Comune di Santa Maria da Feira (Portogallo), Music Art Project (Serbia), Open Street (Belgio).
Presentazione del Toolkit: Il Toolkit è un documento che presenta i risultati di Pinocchio Joins the Orchestra.
Il Toolkit è il punto d’arrivo di un processo di integrazione tra sistemi di insegnamento musicale formali e non formali per le attività di orchestra e musica d’insieme. Tre reti di scuole europee si sono confrontate all’interno del progetto sui principi della peer education, il cooperative learning, l”inclusione sociale attraverso la musica, l’uso del digitale nella didattica musicale. Durante tre anni, ogni partner ha appreso qualcosa di nuovo dagli altri e ha contribuito ad un sofisticato scambio di metodologie. Citando solo alcuni aspetti, l’associazione Music Art Project che collabora con le scuole della Serbia ha contribuito condividendo i principi del Sistema Abreu applicato in Europa ed in particolare la capacità di includere studenti con differenze sociali e culturali a rischio di marginalità sociale tramite la peer education; l’Orchestra Creativa del comune portoghese di Santa Maria da Feira ha contribuito condividendo il metodo di creazione organica della musica caratterizzato da sessioni di musica d’insieme intuitive e di immediata partecipazione per studenti che non hanno una preparazione pregressa musicale, per studenti con difficoltà scolastiche e per studenti con disabilità; il sistema scolastico tradizionale italiano della Rete per la Musica di Pisa ha rielaborato questi elementi non formali in attività didattiche che prevedono anche aspetti teorici musicali.
Ogni anno è stato realizzato un processo di composizione musicale condiviso tra i partner della durata dell’intero anno scolastico in modo che la collaborazione tra studenti e docenti di paesi diversi fosse più intensa e portasse ad una maggior integrazione delle metodologie didattiche. La possibilità di collaborare tra studenti e docenti di paesi diversi non solo nei momenti di meeting in concomitanza delle mobilità europee, ma anche e soprattutto durante tutto l’anno scolastico attraverso l’area e-learning Moodle e i tool digitali musicali sulla piattaforma, ha permesso il continuo scambio di materiale (partiture scritte, registrazioni audio, video, tutorial, progetti musicali, ecc..) incrementando il processo continuo di arricchimento e conoscenza di culture differenti e diversi approcci all’insegnamento musicale. Questo processo della durata dell’intero anno scolastico, inizialmente partito come sperimentale ha poi trovato il terzo anno una sua struttura definitiva, divisa in 3 fasi principali e descritta nel Toolkit. Ogni anno sono stati selezionati più capitoli tratti dal libro “Le avventure di Pinocchio” da parte dei partecipanti di ogni paese ed ogni gruppo ha iniziato a creare le composizioni musicali relative ai capitoli scelti. Le composizioni musicali in costruzione sono state condivise tra studenti che le hanno elaborate insieme fino ad averle completate in seguito ai vari scambi. In questo modo, le composizioni musicali sono state co-create dai tre paesi coinvolti nel progetto.
Il Toolkit include un approfondimento sulle sessioni di ricerca realizzate durante le attività LTTA e nei numerosi laboratori nelle 3 reti di scuole, e contiene anche la descrizione della nuova metodologia didattica musicale che le tre reti di scuola coinvolte hanno sviluppato. Inoltre il toolkit descrive il processo con il quale i partner del progetto hanno integrato le differenti metodologie dei paesi europei attraverso un percorso ben strutturato frutto della sperimentazione di 3 anni di progetto. Questo processo può essere utilizzato anche da altre organizzazioni interessate a integrare diversi sistemi, formali e non formali, di educazione musicale.

SCARICA IL TOOLKIT

25 febbraio: convegno 1^ giornata

Collodi, 23 febbraio 2021

La prima delle tre giornate di studio internazionale sul Parco di Pinocchio dal titolo “Da monumento a Collodi a Parco di Pinocchio. Cronache un’esperienza di arte ambientale in Toscana” è in programma giovedì 25 febbraio in diretta streaming a partire dalle 14.30 fino alle 18.00.

Si potrà seguire l’evento dalla pagina Facebook de Le Gallerie degli Uffizi (facebook: @uffizigalleries;), oppure  dalla piattaforma dell’Università degli Studi di Firenze al seguente link: https://www.unifi.it/webtv  . Infine anche   dalla piattaforma di FAF – Fondazione Architetti Firenze e Imateria di OAF – Ordine Architetti Firenze al sito www.architettifirenze.it (previa iscrizione per i CFP).

Il primo incontro sarà moderato da Lucia Fiaschi alla quale sarà possibile, durante la diretta, inviare le domande scritte che verranno eventualmente offerte in sede di dibattito alla fine della sessione.

Questo il programma della giornata nel dettaglio.

Alle 14.30 i saluti di Riccardo Nencini, presidente della 7ª Commissione in Senato, di Eike Schmidt, direttore di Le Gallerie degli Uffizi, di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, seguiti da quelli di Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, di Andrea Pessina della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato, di  Pier Francesco Bernacchi, presidente Fondazione Nazionale Carlo Collodi, di Giuseppe De Luca, direttore del Dipartimento di Architettura, DIDA, Università di Firenze, di Saverio Mecca, già Direttore del Dipartimento di Architettura, DIDA, Università di Firenze per concludere con Valdo Spini, presidente di AICI – Associazione Italiana delle Istituzioni Culturali Italiane.

Dopo la prolusione di Fernando Caruncho, filosofo e paesaggista, prenderà la parola Maria Cristina Anzilotti (Fondazione Nazionale Carlo Collodi) sul tema: 1951- 1956. Genesi e sviluppo del Concorso per il Monumento a Pinocchio in Collodi. Seguono Lucia Fiaschi (Museo e Archivio Venturino Venturi, LABA Firenze) su Il “magico recinto”. Venturino a CollodiLuca Pietro Nicoletti (Università degli Studi di Udine) parlerà di Emilio Greco, uno scultore per Pinocchio e una polemica sull’idea di monumento. Intorno alle 16.10 interviene Nadia Musumeci (Fondazione Giovanni Michelucci) su L’Osteria del Gambero Rosso di Giovanni Michelucci. Poi Luciano Crespi (Politecnico di Milano) su Marco Zanuso nel Paese dei Balocchi. Un’indagine indiziaria, seguito da Emanuela Ferretti (Università degli Studi di Firenze) sul tema:  Quando architettura e design incontrano la fiaba. Marco Zanuso e il Parco di Collodi. Alle 17.10 Claudia M. Bucelli (Associazione Pietro Porcinai APS, NY University Firenze) Tra sguardo e memoria. Pietro Porcinai a Collodi. Dalle 17.30 è prevista l’apertura della discussione.

Il convegno ha beneficiato del sostegno della CR – Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, della FNCC – Fondazione Nazionale Carlo Collodi ed è in collaborazione con SABAP Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Le Gallerie degli Uffizi, DIDA-Università degli Studi di Firenze.

Inoltre è patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Città di Pescia, con la partecipazione della Fondazione Michelucci, dell’ Associazione Pietro Porcinai ONLUS-APS e dell’Archivio Venturino Venturi.

Aspetto non secondario, il fatto che seguire il convegno internazionale prevede  il riconoscimento dei CFP per il patrocinio di FAF-Fondazione Architetti Firenze in coordinamento con Federazione Regionale Toscana Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali e OAP-Ordine Architetti Pistoia.

 

Per informazioni: fondazione@pinocchio.it – convegnocollodi@gmail.com

 

PROGRAMMA COMPLETO

Convegno internazionale sulla Piazzetta di V.Venturi

La Piazzetta dei Mosaici di Venturino Venturi a Collodi (PT) è protagonista di un convegno internazionale in tre giornate trasmesse in diretta streaming il 25 febbraio dall’Auditorium Vasari de Le Gallerie degli Uffizi di Firenze, sempre da Firenze il 4 marzo sarà in diretta dall’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, DIDA- Firenze. L’ultima giornata è in programma l’11 marzo in collegamento da Collodi (PT) dalla sede della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

Questo convengo internazionale, dal titolo “Da monumento a Collodi a Parco di Pinocchio. Cronache un’esperienza di arte ambientale in Toscana”, ha beneficiato del sostegno della CR – Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, della FNCC – Fondazione Nazionale Carlo Collodi ed è in collaborazione con SABAP Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, Le Gallerie degli Uffizi, DIDA-Università degli Studi di Firenze.

 

Inoltre è patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Città di Pescia, con la partecipazione della Fondazione Michelucci, dell’ Associazione Pietro Porcinai ONLUS-APS e dell’Archivio Venturino Venturi.

Aspetto non secondario, il fatto che seguire il convengo internazionale prevede  il riconoscimento dei CFP per il patrocinio di FAF-Fondazione Architetti Firenze in coordinamento con Federazione Regionale Toscana Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali e OAP-Ordine Architetti Pistoia.

 

L’IDEA DEL CONVEGNO

Le tre giornate sono state progettate ed organizzate da Lucia Fiaschi (Museo e Archivio Venturino Venturi, LABA Firenze), Claudia Maria Bucelli (NY University Firenze, Associazione Pietro Porcinai ONLUS-APS) e l’architetto e paesaggista Silvia Mantovani.

 

Nel 1953, trascorsi settant’anni dalla prima edizione in volume de Le Avventure di Pinocchio – Storia di un burattino di Carlo Collodi,  il sindaco di Pescia Rolando Anzilotti con l’appena costituito Comitato, poi Fondazione, ebbe l’intuizione di dedicare un Monumento al Collodi e alla sua celebre creatura. Molti artisti parteciparono e gli illustri membri della giuria (Giovanni Michelucci, Italo Griselli, Rolando Anzilotti, Giacomo Manzù, Franco Gentilini, Enzo Carli) decretarono vincitore il progetto presentato dallo scultore Venturino Venturi con gli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi, in ex-aequo con Emilio Greco. Apparve subito straordinario il passaggio che si verificò in sede concorsuale da una prima idea di un omaggio allo scrittore e alla sua creatura alla novità di una piazza, un luogo fisico, uno spazio di vita, poiché quello fu il progetto di Venturi, Baldi e De Luigi.

 

Una piazza cinta da un muro sagomato con la faccia interna coperta da 900 mq di superficie musiva circondata da un bosco quadrilatero e in stretto dialogo con l’adiacente giardino settecentesco di Villa Garzoni, a cui, secondo il progetto originale, un ponte, raffigurato come una successione di carte da gioco sarebbe stato il trait d’union. A vista il perimetro sagomato del muro era in relazione con le siepi di bosso della tradizione topiaria di Villa Garzoni.

Il centro della piazza prevedeva un Pinocchio alto cinque metri in funzione di meridiana, la cui ombra – a rappresentare la mutevolezza della creatura collodiana, variando di ora in ora e di giorno in giorno – sarebbe diventa uno straordinario segnalibro, in relazione con la storia di Pinocchio narrata sulle pareti a mosaico. La decisione della giuria di assegnare alla squadra di Venturi e dei due architetti la sola esecuzione della piazza, e allo scultore Greco la realizzazione della scultura nell’illusione di compiere così l’opera, impedì di fatto un progetto che avrebbe anticipato, per la geniale intuizione dei suoi immaginifici creatori, temi che sarebbero diventati diversi anni dopo centrali alla riflessione di architetti e paesaggisti, vale a dire la stretta correlazione tra paesaggio, opera costruita e realtà umana.

 

Uno straordinario successo che spinse a programmare un ampliamento del parco monumentale sulle linee del secondo progetto classificato al concorso, quello di Marco Zanuso e Pietro Consagra. Una celebrazione delle avventure di Pinocchio interpretate come percorso narrativo e interattivo di sculture, piccole architetture e arredi evocativi dei luoghi e dei personaggi della novella, dove Pietro Porcinai intervenne a connettere ed incrementare, in successione di itinerari ed episodi ritagliati nelle volumetrie vegetali, le ambientazioni dimensionate sui piccoli visitatori cui era destinata l’opera.

 

GLI OBIETTIVI

Questo convegno di studi – che coinvolge specialisti di Università italiane e straniere – intende riflettere su questa straordinaria intuizione e ambisce a riconsiderarne le sorti future.

 

Questa occasione di approfondimento e confronto sarà motivo di riflessione sulle dinamiche legate alla tutela, conservazione e futuro dei parchi d’arte, che in Toscana in modo particolare si relazionano a contesti di alta pregnanza storica e, nel caso del Parco di Pinocchio, ad uno dei più fastosi esemplari italiani di giardino settecentesco, quello di Villa Garzoni.

 

LA PROPOSTA: UN CONCORSO INTERNAZIONALE

In questo ambito di grande interesse e densità culturale verrà presentata la proposta per un Concorso internazionale in omaggio a Venturino Venturi. L’idea nasce dalla volontà condivisa di riconsiderare l’inserimento di elementi di arte contemporanea in un contesto ormai storicizzato, originatosi a suo tempo da una analoga iniziativa.

 

 

 

Rai 5 sulle tracce di Pinocchio e Collodi

Lunedì 15 Febbraio ore 21,15 su Rai 5 (canale 23) andrà in onda la prima puntata de L’Atlante Che Non C’è, dedicata ai luoghi de Le Avventure di Pinocchio; la trasmissione è una guida turistica in quattro puntate che esplora paesi, città e mondi immaginari della letteratura e che dedica il primo appuntamento al capolavoro letterario di Carlo Collodi, sulle tracce i luoghi che ruotano attorno al burattino più famoso del mondo. La trasmissione si potrà rivedere poi su Rai Play.

 CLICCA E VEDI LA TRASMISSIONE: https://www.raiplay.it/programmi/latlantechenonce

Le riprese sono del 22 e 23 ottobre 2021, quando la troupe del regista Davide Venturi è stata per due giorni a Collodi (PT), presso la Fondazione Nazionale Carlo Collodi per le riprese video di alcune parti del programma e per provare ad individuare, col supporto “scientifico” della Fondazione Collodi, i luoghi che hanno ispirato, o che oggi ispirerebbero, l’autore del capolavoro letterario, Carlo Lorenzini in arte Collodi. Proprio dal nome del paese dove trascorreva l’infanzia dai nonni materni e dove lavorava la madre, presso i signori Garzoni della splendida Villa e dello storico giardino monumento nazionale.

Sebbene, come sempre affermato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, la fortuna del libro sta proprio nel non citare mai i luoghi descritti, tanto che molti si raffigurano le avventure in vari paesi del mondo, la biografia basata su i documenti e i carteggi di Carlo Lorenzini può darci qualche indizio.

Per questo il regista Venturi, nel suo lavoro di indagine, ha intervistato il presidente della Fondazione Nazionale C. Collodi, Pier Francesco Bernacchi, e la professoressa Daniela Marcheschi, consigliere della Fondazione e presidente dell’Edizione Nazionale delle opere di Carlo Lorenzini “Collodi”.

La troupe del programma Rai ha anche visitato la maestosa Quercia di Pinocchio che si trova a pochi chilometri dal Parco di Pinocchio, sul territorio di Capannori; l’albero monumentale che avrebbe ispirato la celebre scena dell’impiccagione del burattino da parte degli assassini, ovvero il Gatto e la Volpe camuffati.

Un viaggio che ha portato Venturi anche a far visita alla azienda Zamperla (Vicenza) che costruirà a Collodi il Nuovo Paese dei Balocchi previsto dal progetto di ampliamento del Parco Policentrico Collodi-Pinocchio. Una sorta di moderni giostrai da ricollegare al paese dei balocchi descritto nel romanzo.

Zamperla opera  a livello internazionale, suoi il famoso parco divertimenti a Coney Island e il parco stagionale in Central Park, solo per citarne due dei più famosi.

Venturi e il suo staff hanno poi fatto visita a Mauro Lampo, l’artista delle dolomiti che realizza le statue del burattino del progetto della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, premiato dal Mibac nell’ Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, denominato “Pinocchio all’Opera”, da un’idea di Sinapsi Group di Parma.

La troupe ha visitato il borgo di Collodi e, naturalmente, il Parco di Pinocchio e lo Storico Giardino Garzoni. Il luogo al quale l’autore ha legato i suoi ricordi di infanzia. Possibile che nel programma appaiano anche Viareggio e Livorno, i mari che Carlo Lorenzini conosceva.

Come precisato nel comunicato dell’Ufficio Stampa Rai: ““L’Atlante che non c’è”, in onda dal 15 febbraio ogni lunedì alle 21.15 su Rai5, è una guida turistica in quattro puntate con la quale esplorare paesi, città e mondi immaginari della letteratura che hanno conquistato un’indiscutibile verità “architettonica”. Un libro e un luogo immaginario: in ogni puntata l’attore e doppiatore Marco Vivio va alla scoperta di un libro e dei suoi mondi anche con l’aiuto di illustri lettori: da Vinicio Capossela a Piero Dorfles, da Ascanio Celestini a Salvatore Esposito, da Davide Enia a Donatella Finocchiaro. E ci sono anche molti scrittori: Stefania Auci, Matteo Nucci, Nadia Terranova. Al centro del primo episodio, il Pinocchio di Collodi e i suoi mondi immaginari. Un’architettura povera e buia, dove il divertimento non è sinonimo di luce. Il viaggio è in Toscana per proporre un itinerario turistico letterario alla ricerca del Paese dei Balocchi, del Campo dei Miracoli e della casa di Geppetto. Il tutto grazie al punto di vista di Salvatore Esposito, uno degli attori più famosi del panorama italiano, del piglio simpatico e arguto del critico letterario Piero Dorfles e degli affascinanti racconti di Ascanio Celestini.

Gli episodi successivi racconteranno l’Italia di Ulisse, la Vigata del Commissario Montalbano, il Lago maggiore delle storie di Piero Chiara”.

(Ufficio Stampa Fondazione Nazionale Carlo Collodi by Adele Tasselli)

 

Labirinto Porcinai, restauro in corso

E’ in corso a Collodi (PT) il restauro del Labirinto di Pietro Porcinai, opera del grande architetto paesaggista italiano inserita nel percorso monumentale del Parco di Pinocchio.

Pier Francesco Bernacchi, presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi che è proprietaria del parco, spiega che: “l’intervento ha un costo complessivo di 73.810 euro, finanziati per il 50% dalla Fondazione CARIPT attraverso il bando “Restauro del patrimonio artistico”. L’ente, guidata dal notaio Lorenzo Zogheri (eletto presidente della Fondazione Caript nel maggio 2020, ndr), ha accolto il progetto di recupero presentato dalla Fondazione Collodi, consentendo così il ripristino di un parte importante del Parco di Pinocchio”.

Il progetto “Intervento e ripristino del labirinto” è dell’architetto Carlo Anzilotti, che conosce bene il Parco di Pinocchio dove ha realizzato il “Laboratorio delle Parole e delle Figure” da uno “schizzo” di Giovanni Michelucci, struttura che oggi ospita il Museo Interattivo.

I lavori sono affidati alla Giorgio Tesi Group che da anni collabora con la Fondazione Collodi.

Come spiega Anzilotti nella relazione tecnica e paesaggistica: “Il Labirinto in oggetto è di tipo classico con una sola entrata e un unico vicolo cieco in fondo al percorso. La realizzazione originaria prevede un percorso pavimentato con formelle di cemento e una rete in verticale con edera capace di creare delle pareti continue per un percorso di scoperta. Nel corso del tempo vi sono stati vari interventi manutentivi e di adeguamento alle normative, ma oggi il Labirinto necessita di un intervento di restauro radicale al fine di assumere l’aspetto e la consistenza di un tempo, in quanto versa in stato di totale degrado della componente vegetale”.

Bernacchi sottolinea che: “Questo restauro  mira consentirà una complessiva rivalorizzazione del Parco di Pinocchio grazie al rifacimento del Labirinto come da progetto originale di Pietro Porcinai. È previsto  il reintegro della parte verde dopo la  realizzazione di opere di drenaggio. L’edera che c’era, infatti, ha subito danni dall’accumulo di acqua nel terreno argilloso, rendendo fino ad oggi  inutili i cambi completi di piantagione fatti in precedenza dalla Fondazione Collodi”.

Sempre dalla relazione tecnica dell’architetto Anzilotti è precisato: “L’intervento è significativo, la pavimentazione è prevalente rispetto alla terra per il reimpianto, c’è da fare un lavoro minuzioso di scavo per creare le nuove condizioni di messa a dimora e restituire l’immagine e la funzionalità della realizzazione originaria con una rete con edera, capace di creare delle pareti continue per un percorso di scoperta. La realizzazione si concretizza con le seguenti opere: 1) lo smontaggio della recinzione esistente, lo scavo e smaltimento della terra attualmente presente; 2) la predisposizione di adeguato sottofondo drenante, il collegamento delle tubazioni drenanti, l’adeguamento della rete di smaltimento; 3) il riempimento con nuovo terriccio di coltura, il montaggio della recinzione esistente, – la fornitura e la messa a dimora di 600 piante di Hedera helix clt 3”.

La Soprintendenza  è stata naturalmente informata – conclude il presidente Bernacchi – in quanto il Parco monumentale di Pinocchio è un opera d’arte riconosciuta e tutelata dal Ministero delle Belle Arti”.

come era

come era diventato a causa del “cattivo” drenaggio

1963: l’arrivo di Pietro Porcinai

e l’ampliamento del Parco di Pinocchio.

La storia e l’importanza delle opere di Porcinai e degli altri artisti che hanno lavorato alla realizzazione del Parco Monumentale di Pinocchio è sintetizzata dall’architetto Carlo Anzilotti nella sua relazione tecnica e paesaggistica di descrizione dell’intervento di recupero del Labirinto di Pietro Porcinai: “Il Parco di Pinocchio è un vero e proprio museo all’aperto immerso nel verde di circa due ettari di macchia mediterranea dedicato al burattino più famoso del mondo. Realizzato principalmente tra il 1956 e il 1987, nato come parco tematico per l’educazione dell’infanzia, non è il consueto parco di divertimenti, ma piuttosto un luogo in cui si ha la sensazione di ripercorrere una fiaba vivente all’interno di un percorso scandito dal connubio tra arte e natura. Nel 1951, settantesimo anniversario della pubblicazione della prima puntata della fiaba di Pinocchio, l’amministrazione comunale di Pescia decise di realizzare il parco. Per le opere di scultura e per il progetto del Parco fu indetto un concorso nazionale al quale parteciparono ottantaquattro scultori. La vittoria andò ex aequo a Emilio Greco per la scultura Pinocchio e la Fata e a Venturino Venturi per la Piazzetta dei Mosaici, mentre il progetto fu affidato agli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi. Fu così che nel 1956 fu inaugurato il Villaggio di Pinocchio. Con il passare degli anni il Parco si è arricchito di nuove realizzazioni. Nel 1963 fu inaugurata l’Osteria del Gambero Rosso, opera dell’architetto Giovanni Michelucci. Nel 1972 fu realizzato il Paese dei Balocchi, progettato da Pietro Porcinai Marco Zanuso, completato da ventuno sculture in bronzo di Pietro Consagra, che rappresentano i personaggi, le situazioni e gli ambienti della fiaba. Il labirinto fa parte integrante del progetto di Pietro Porcinai. Nel 1986 fu aggiunto il Laboratorio delle Parole e delle Figure (…). Il Parco di Pinocchio è uno degli elementi più rappresentativi e significativi dell’operato di Pietro Porcinai (Fiesole, 20 dicembre 1910 – Firenze, 9 giugno 1986) il quale è stato un architetto italiano tra i più importanti del Novecento. Ha progettato sistemazioni paesaggistiche nelle scale più diverse: dal giardino al parco urbano, dall’area industriale al villaggio turistico, dall’autostrada all’area agricola. Tra i suoi oltre 1.100 progetti, realizzati in vari paesi del mondo, vi sono anche giardini paesaggio, cioè giardini nei quali l’uomo sembra non aver fatto nulla. Per il Parco di Pinocchio, Porcinai viene interpellato dall’architetto Marco Zanuso per la progettazione e la scelta delle piantagioni; accettato l’incarico negli anni 1963-72 progetterà e realizzerà il parco culturale definendo non solo il programma degli interventi fondamentali relativi alla sistemazione paesaggistica di questo area, ma, durante le numerose riunioni e sopralluoghi proporrà soluzioni e darà suggerimenti anche per quanto riguarda gli aspetti architettonici e decorativi. La scelta della vegetazione è accurata e basata non solo sull’adattabilità delle piante ai vari ambienti, la loro funzionalità e facilità ed economicità di manutenzione, ma anche sulla relazione simbolica con gli elementi architettonici-scultorei che rappresentano i vari episodi della storia del burattino di legno ideato da Carlo Collodi nel “Paese dei Balocchi”. Così le fitte siepi di sempreverdi di Quercus ilex, Laurus nobilis e Pittosporum tobira sono scelte per sottolineare la staticità degli episodi, mentre le piante caducifoglie e le piantagioni annuali in prossimità delle sculture accentuano il movimento degli episodi. Le fioriture sono state scelte ricercando effetti cromatici suggestivi con i personaggi della favola e con gli elementi architettonici. Le soluzioni progettuali ricercate si armonizzano inoltre col magnifico paesaggio circostante in particolare col giardino settecentesco di Villa Garzoni ed il paese antico di Collodi; ed alcuni particolari del paesaggio circostante diventano volutamente funzionali per la comprensione del messaggio intrinseco coi singoli episodi della storia”.

Collodi, 11-02-2021 by Adele Tasselli

Ufficio Stampa Fondazione Nazionale Carlo Collodi

 

 

Tutorial per bambini

Divertiamoci con gli educatori e gli animatori del Parco Policentrico Collodi-Pinocchio realizzando piccole creazioni a casa!

Il cappello (da somaro) di Pinocchio

La marionetta Pinocchio con la pasta modellabile

Il cappello della Fata Turchina