Pinocchio e il Bercandeon

Pinocchio e il Bercandeon

Pinocchio e il Bercandeon

Pinocchio e Bercandeon è lo spettacolo a ingresso libero in programma la sera del 23 giugno al Giardino Storico Garzoni promosso dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

Uno spettacolo tra lettura e musica, per conoscere anche uni strumento musicale particolarissimo: il bercandeon. Si tratta di uno strumento musicale inedito ideato una decina d'anni fa e che recentemente ha raggiunto la sua forma definitiva, tant'è che è stato protagonista di un concorso internazionale di composizione e di uno specifico metodo scritto da Davide Bonetti.

Co-ideatore dello strumento con Stefano Caniato è Fiorenzo Bernasconi:Gli esemplari più recenti dello strumento sono stati realizzati in legno massiccio, quale ciliegio e castagno e quindi con una certa fantasia potrebbero essere definiti “legni suonanti”. Parlando con gli amici compositori Antonio Bellandi e Andrea Talmelli, ho saputo che entrambi hanno scritto una suite dedicata a Pinocchio, il burattino di legno protagonista del romanzo di Carlo Collodi, che analogamente potrebbe far pensare a un “pezzo di legno parlante”. L'analogia è rafforzata dal fatto che lo strumento, prima che concretamente, apparve in termini fantastici nella parte finale di un mio romanzo. Perciò abbiamo pensato al bercandeonista Stefano Caniato,  che coadiuvato da una voce narrante, parteciperà a uno  spettacolo che vorremmo proporre in Italia, ma anche all'estero (il libro di Collodi è il libro italiano più tradotto, con ben 260 edizioni). Il repertorio verterebbe sulla suite di Bellandi, un brano Talmelli, uno di Caniato e uno mio, scritto in collaborazione con Riccardo Battisti.”

Antonio Bellandi ha parlato della sua suite e del suo rapporto con Pinocchio: “Essendo nato a pochi chilometri da Collodi, possiamo dire che il mio rapporto con Pinocchio inizi dalla prima infanzia... rileggo il libro periodicamente e ne traggo sempre nuovi insegnamenti perché sotto l’apparenza di una fiaba per piccoli lettori si nascondono messaggi profondissimi. Anche per questo legame profondo col libro di Carlo Lorenzini, alcuni anni fa decisi di comporre il melologo “Memorie di un burattino”, che musicalmente si struttura come una suite di cinque brani. Ecco i titoli che compaiono in partitura: “Nel bosco”, “La bambina dai capelli turchini”, “La bottega di Geppetto”, “La tomba della fatina”, “Il grillo parlante”. Su questo tessuto musicale la voce recitante ci racconta le idee che il burattino, ormai un vecchio uomo in carne ed ossa, ha maturato nel corso della sua vita, alla luce di quello che di lui conosciamo attraverso le avventure raccontate nel libro ma anche grazie ad elementi di mia fantasia (che però mantengono un legame strettissimo e sempre in dialogo con quelli del volume di Collodi). Il brano ha ricevuto il patrocino della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, l’organizzazione mondiale più importante per la valorizzazione e la tutela della figura del burattino più famoso di tutti i tempi, ed è pubblicato dalle edizioni Da Vinci di Osaka. Piccola curiosità: esiste anche la traduzione russa del mio testo realizzata da mia moglie Elena Nikolaevna Filippova-Bellandi”.

Andrea Talmelli, già direttore del Conservatorio di Reggio Emilia e ora presidente della Società Italiana di Musica Contemporanea presenta il suo “Pinocchio, un miùsicöl, eseguito al Teatro Regio di Parma nel 1999: “Cosa meravigliosa accettare la sfida di Pinocchio con tanti ragazzi in scena, un coro di voci bianche, musicisti, attori, ballerini e figuranti, luci, colori, scene, costumi variopinti, davanti a un Teatro storico stracolmo di altri ragazzi ma anche di tanti adulti. Sì, perché Pinocchio non è solo il più famoso libro per ragazzi del mondo. È bello, divertente, commovente e pure ricco di una infinità di insegnamenti per tutti. Esperienza di scuola totale, dunque. Che considero, con altre sempre di scuola anche diverse, tra le più belle che ho vissuto nella mia attività compositiva. Ma il titolo dice un miùsicôl, rilevò Valeria Ottolenghi nel suo commento sulla “Gazzetta di Parma”. E allora ricordò come la doppia narrazione, quella del Pinocchio di Collodi e quella di Franco Sgrignoli che si sovrappone, una compagnia teatrale raccontata nei febbrili momenti che precedono la prima dello spettacolo, si svolga in un variopinto susseguirsi di momenti di puro teatro. Musicale e di balli, di recitazione e citazioni, ma anche di sorprese inaspettate per chi pensava di trovare “solo” le vicende ben note del libro. Così è anche per la sorpresa finale, che non svelerò qui, con il suo naturale invito all’applauso liberatorio del lieto fine. “E nel piacere della teatralità non manca neppure la parodia” sentenzia la Ottolenghi.  Sì, perché non tramonti mai, aggiungerei ora più che mai, la voglia di sorridere e anche un po' di prendersi in giro”.

L’inizio dello spettacolo è alle ore 21.00. E’ possibile prenotare posti a sedere scrivendo a: fondazione@pinocchio.it